10 dicembre 2011

Compostaggio con i resti dei pomodori

Il compostaggio è una tecnica che consente di reimpiegare vantaggiosamente tutti gli scarti dell’orto, e molti scarti della cucina. Consiste nel trattare quelli che altrimenti sarebbero rifiuti in modo da ricavarne, appunto, un materiale utilissimo per la fertilità dell’orto, detto “compost”

Il processo che trasforma rifiuti in materiale fertilizzante, detto compostaggio, si basa sulla fermentazione del suddetto materiale: posto in un contenitore particolare e trattato con pochi semplici accorgimenti il materiale non deve marcire, bensì deve fermentare sviluppando calore trasformandosi in un composto all’apparenza nero-scuro e soffice. Per ottenere questo risultato il mucchio del compost dovrà essere mantenuto umido, né troppo asciutto né troppo bagnato. Dovrà essere periodicamente mosso, ed il contenitore dovrà avere dei fori che ne consentano l’arieggiamento. Tutti i rifiuti dell’orto possono essere messi nel mucchio del compost,  salvo i resti di piante ammalate (per esempio le foglie di zucchini coperte di muffa bianca) e le piante infestanti che hanno già sviluppato i semi.

La compostiera della foto è stata costruita artigianalmente in un angolo dell'orto.
 

Peraltro, se il compostaggio avviene correttamente il calore sviluppato nel mucchio dovrebbe avere un effetto sterilizzante, anche se non sempre può essere sufficiente. Per quanto riguarda gli scarti di cucina si possono aggiungere gli scarti della frutta e della verdura, le bucce di uova, i fondi di caffè, evitando i materiali che imputridiscono con fatica come per esempio ossa e carne che si trasformano in compost con difficoltà. Per questi ultimi materiali, essendo molto lento il processo di trasformazione, si corre il rischio che generino muffe o funghi nocivi per tutto il mucchio, quando il calore della fermentazione si sarà attenuato. Consigliatissimi gli apporti di cenere derivante dalla combustione di legna da ardere, gli sfalci del prato possono essere aggiunti miscelandoli con terra o altro materiale perché se mantenuti in mucchi compatti faticano a fermentare al centro.

Un’altra prerogativa del compost è quella di rendere il terreno più soffice e permeabile alle radici, e di favorire perciò lo sviluppo di humus. Quindi è particolarmente adatto a rendere qualsiasi terreno più fertile e coltivabile, in particolare quelli troppo argillosi o quelli troppo sabbiosi.

Tutti i resti della coltivazione dei pomodori possono essere aggiunti al mucchio del compost. Eliminare però le piante ammalate di oidio o peronospora.
In proposito, sarà molto utile aggiungere periodicamente al mucchio dello zolfo bagnabile (o zolfo ramato) per evitare la formazione di muffe.
 

Tutti i resti della lavorazione dei pomodori possono essere usati vantaggiosamente aggiungendoli al mucchio del compost.

Le piante eliminate al termine del ciclo produttivo presentano steli non legnosi, quindi non è neppure necessario spezzettarle come è consigliabile fare con gli steli dei peperoni o delle melanzane. Mettete direttamente sul mucchio le piante estirpate, con tutta la radice e la terra che ancora aderisce alla radice.  Così pure potete spargere sul mucchio del compost le bucce di pomodori derivanti dalla produzione di conserve o pelati.

L'ortica è un elemento che arricchisce fortemente il compost per il suo effetto fertilizzante.
 

Mentre il mucchio del compost cresce ricordatevi sempre di spolverare un po’ di terra ogni tanto, per mantenere coperto il materiale e favorirne la fermentazione. Se credete potete migliorare il prodotto finale aggiungendo ogni tanto qualche manciata di stallatico pellettato. Come già detto anche la cenere, che è ricchissima di potassa, renderà molto più ricco il prodotto finale. Un altro elemento preziosissimo sono le erbe derivanti dalla pulizia delle aiuole, ed in particolare l’ortica. Anche gli avanzi dei macerati possono essere aggiunti al compost

Quando il contenitore vi sembra pieno, innaffiate e dopo qualche giorno vedrete che il colmo è calato di qualche decina di centimetri per assestamento naturale. Potete anche batterlo con il fondo di un  vaso pieno di terra. Pressando il mucchio di compost si favorisce la sua fermentazione. Continuate ad aggiunger materiale finché vedrete che il colmo non si abbassa più. A quel punto coprite di terra, ricordandovi di innaffiare ogni due settimane d’inverno oppure ogni settimana d’estate. Il compost matura in un anno al minimo. Potete accelerare aggiungendo al mucchio, mentre cresce, un acceleratore di compostaggio. Ricordo però che anche il compost già maturo o il terriccio da giardino, aggiunti al mucchio, funzionano da acceleratori di compostaggio. Sarà utile ricordare che la maggior parte dei terricci da giardino in commercio derivano dal compostaggio industriale della spazzatura.

Il mucchio del compost si lascia nella compostiera almeno un anno prima di utilizzarlo.

La compostiera visibile nella foto qui sopra è costruita artigianalmente con della rete metallica plastificata, rivestita all’interno con plastica nera (sacchetti di spazzatura condominiali). Su questa plastica si praticano diversi fori per favorire l’arieggiamento. Il diametro è di un metro circa. Esistono naturalmente in commercio delle compostiere di ogni grandezza. Normalmente ho nel mio orto tre di queste compostiere, che riempio a rotazione. Mentre una è piena e matura per un anno almeno, ne riempio un’altra.

 
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06 dicembre 2011

Seminare pomodori con l’aiuto dei dischetti di torba

In questo post ci proponiamo di allestire il nostro vivaietto (indipendentemente dal fatto se lo si farà in serra o in casa) utilizzando i dischetti di torba pressata, che offrono un substrato ottimo per la crescita delle piantine

Per quanto i pomodori siano un ortaggio estivo, i fortunati possessori di una serra possono cominciare la semina in serra calda fin da gennaio. Gli hobbisti più volenterosi e disposti a sperimentare, invece, possono provare da febbraio a seminare in casa alcune piantine di pomodori da trapiantare a metà marzo all’aperto (escluse le zone più fredde).

Allevare in casa un vivaietto di pomodori o altri ortaggi non è una impresa semplice, e richiederebbe un capitolo a parte, per due importanti motivi: il primo è che il microclima casalingo è eccessivamente secco (grazie anche agli impianti di riscaldamento) rispetto alle esigenze delle piantine che hanno bisogno di umidità; il secondo è la carenza di luce. Quella che a noi può sembrare una illuminazione più che sufficiente non è percepita così dalle piante; il nostro occhio non sa distinguere variazioni di luminosità anche importanti, come per esempio quella esistente tra l’interno e l’esterno di una finestra. Basterebbe usare un luxmetro per vedere quanto sia grande. Dunque, se proprio si vuole coltivare un vivaietto di pomodori in casa, le raccomandazioni sono: di giorno tenere le piantine all’esterno (ma attenzione alle temperature), quando non possono stare fuori tenerle all’interno in cucina, in bagno, o nel luogo meno secco della casa.
I pomodori possono essere seminati in vivaio già da gennaio per la coltivazione in serra calda, da febbraio per il trapianto all'esterno nelle zone a temperatura più mite.
 

In questo post ci proponiamo di allestire il nostro vivaietto (indipendentemente dal fatto se lo si farà in serra o in casa) utilizzando i dischetti di torba pressata, che offrono un substrato ottimo per la crescita delle piantine.

I dischetti di torba si possono trovare nei migliori garden center, e sono costituiti da un impasto deidratato e chiuso in una leggera calza. Nella foto sottostante alcuni dischetti così come vengono venduti.

I dischetti di torba come reperibili in commercio. La torba pressata è contenuta in una leggerissima calza per mantenerla compatta. La parte superiore mostra un piccolo avvallamento nel quale potranno essere disposti i semi, previo approfondimento.
 

Prima dell’uso i dischetti devono essere reidratati, come si vede nella figura sottostante. Vanno sistemati in un contenitore (tenendo in alto la parte  con un piccolo buco libero dalla calza di contenimento) e vanno ricoperti di acqua tiepida. I dischetti cominceranno subito a gonfiarsi, e sarà necessario aggiungere acqua finché non avranno raggiunto l’altezza di 5 cm circa; la larghezza invece resterà praticamente invariata. In basso nella stessa foto due dischetti prime e dopo il rigonfiamento.

I dischetti bagnati con acqua preferibilmente tiepida assumono le dimensioni d'uso in un tempo rapidissimo (secondi o al massimo minuti)
 

I dischetti possono essere sistemati in una apposita serretta dotata di coperchio, come si vede nella figura sottostante. Anzitutto la serretta andrà ben pulita e sterilizzata lavandola con acqua calda e candeggina per rimuovere qualunque parassita, fungo o infezione eventualmente derivante da precedenti coltivazioni. Si farà asciugare la serretta al sole, e vi si disporranno i dischetti di torba, versando poi sul tutto abbondante acqua tiepida. In mancanza di una serretta di potrà usare qualunque contenitore alto non più di 10-15 cm affinché i bordi non diano ombra alle piantine più vicine. Questo contenitore può essere ricoperto con una lastra di vetro o plastica rigida, specialmente se pensiamo di metterlo all’aperto nelle giornate luminose ma fredde.

E' consigliabile usare i dischetti disponendoli in una serretta dotata di copertura trasparente. Bagnandoli, si gonfiano verso l'altezza ma non verso la larghezza.
 

La semina si potrà fare il giorno seguente alla preparazione dei dischetti. Va fatta praticando un piccolo buco profondo al massimo mezzo centimetro nella piccola conca sulla parte alta del dischetto. In questo buco si porranno i semi, da ricoprire o serrando la stessa torba o spolverando sui buchi del terriccio da giardino fine. Se la varietà di pomodoro è ti tipo ordinario, ed avete una buona disponibilità di semi, mettetene almeno tre per ogni dischetto infilandoli nello stesso buco. Quando le piantine saranno alte circa 3 cm effettuerete il diradamento lasciando solo la piantina più bella. Se invece i vostri semi sono costosi e ne avete una disponibilità limitata, come può accadere con le bustine di varietà particolari o di tipo F1, allora mettete un solo seme ogni dischetto perché sarebbe un vero peccato dover eliminare piantine nei diradamenti.  I dischetti nei quali la nascita è fallita potranno essere utilizzati per altre semine.

Ricordatevi sempre di contrassegnare con un cartellino le semine, indicando la varietà e la data di semina, come nella figura sottostante. I pomodori richiedono una temperatura di 20 - 25 gradi per germinare, e spuntano dal terreno mediamente dopo una – due settimane. Successivamente, la pianta crescerà se potrà usufruire di  una temperatura media di 25 gradi circa, bloccherà la crescita se è più bassa.

Piantine di Cuor di bue. L'emersione delle piantine avviene dopo una o due settimane dalla semina.
 

DIRADAMENTO

Se avete seminato mettendo più semi in ogni dischetto, potrà accadere che da ciascuno emergano più piantine. Quando si dispone di semi più abbondanti si usa fare così per programmare meglio il numero di piantine che si otterranno: se sappiamo che da ogni dischetto otterremo sicuramente una piantina, potremo evitare quelle situazioni antipaticissime in cui, per prudenza, abbiamo seminato più piantine del necessario e poi magari ce ne troviamo di meno, oppure di più per cui siamo costretti a buttarle via. In ogni caso, se i nostri dischetti contengono, per esempio, tre piantine, quando la maggiore è alta almeno tre centimetri eliminate la più piccola, lasciandone due. Dopo una decina di giorni eliminate anche la seconda, lasciando quindi solo la pianta più bella. (vedi le due figure sotto)

In alto, dischetti da diradare. In basso, dischetti nei quali è stata lasciata una sola piantina, la migliore. Non fatevi intenerire di fronte alle piantine da eliminare: in ogni dischetto deve rimanere UNA SOLA piantina
 

EVITARE LE FILATURE

Le piantine devono crescere sia in altezza che in larghezza, mantenendosi di un verde non troppo sbiadito.

Attenzione: se le piantine hanno l’apparenza diafana e tendono ad allungare il fusto anziché allargare la chioma, stanno soffrendo la mancanza di luce. Piantine così si dicono “filate”: può sembrare bello che si allunghino e crescano rapidamente in altezza, ma non è così: quelle piantine stanno soffrendo, crescono verso l’alto perché cercano la luce. Si allungano in questa ricerca a scapito della salute e robustezza del tronco.  Una volta trapiantate queste piantine non reggeranno la troppa luce e moriranno, oppure vivranno molto stentatamente e non daranno frutti. Appena notate la tendenza delle piantine di pomodori ad allungarsi troppo mantenendo foglie e gambi diafani, intervenite immediatamente con maggiori dosi di luce.

 

CONCIMAZIONE

Le piantine allevate nei dischetti possono ricevere  interventi fertilizzanti moderati. L’eccessiva concentrazione di fertilizzanti “brucerà” le piantine. Evitate anzitutto i concimi granulari, preferite quelli liquidi che vanno diluiti in acqua. Nella preparazione usate una dose ridotta al 30% di quella consigliata.  Iniziate le concimazioni quando la piantine sono già alte almeno 5 - 6  cm, e non ripetetele più frequentemente di quindici giorni una dall’altra.

 

TRAPIANTO

Una bella piantina dal gambo già pelosetto, ben ramificata, di un bel verde tendente più allo scuro che al chiaro, è quanto di meglio potreste aspettarvi dal vostro vivaio. Confrontate le vostre piante con quelle in vendita nei garden center per avere un’idea della loro salute. Quando raggiungeranno un’altezza minima di dieci- dodici cm potranno essere già trapiantate, ma solo se la temperatura esterna lo consente. Diversamente, continuate a tenerle nel vivaio, possono attendere anche a lungo nei vasetti di torba senza scapito per la loro salute.

Quando la temperatura esterna lo consente, le piantine alte al minimo dieci cm possono essere trapiantate.
 
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09 settembre 2011

Raccogliere i semi di pomodoro

I semi devono essere perfettamente asciutti prima di essere conservati al chiuso e al buio. Trattati in questo modo i semi di pomodoro conservano la loro capacità germinativa per 4 anni.

Se la coltivazione dei nostri pomodori è andata molto bene, ci prende subito il desiderio di ripeterla l’anno a venire, ma non sappiamo se riusciremo a trovare ancora le piantine di quella varietà che ci ha dato tanta soddisfazione. Forse abbiamo comprato i semi, e allora dobbiamo ricordarci di comperare gli stessi. Se però le piantine ci sono state regalate da un amico, oppure le abbiamo acquistate in un mercatino o in un garden center, ci sono molte probabilità che non riusciamo più a trovarle uguali.

La soluzione più pratica è di produrre in proprio i semi. Non è difficile, potete seguire le indicazioni qui sotto.

Destinare un pomodoro tra i migliori alla produzione del seme, lasciandolo sulla pianta finché assume un aspetto flaccido.
 

Scegliere le bacche più adatte

Per ottenere l’equivalente di una bustina di semi di pomodoro una sola bacca è più che sufficiente. Non siate avari, riservando al seme le bacche dei palchi più alti, quelle più piccole. I frutti più grossi producono semi più grossi e pertanto migliori, perché più ricchi di sostanze nutritive. Destinate alla produzione del seme un pomodoro bello scelto dal terzo o quarto palco: lasciatelo maturare semplicemente senza raccoglierlo, fino a che assume un aspetto flaccido ma buccia è ancora intera. Raccogliete la bacca scelta e spolpatela separando la poltiglia interna dalla scorza.

Mettete la polpa in un setaccio o in un passa brodo, e tenetela sotto un getto leggero di acqua corrente per alcuni minuti finché tutta la parte liquida sarà eliminata. Mettete i semi ormai quasi puliti su un panno o su carta da cucina, e lasciateli all’aperto al sole non diretto finché saranno completamente asciutti. Avvolgeteli infine in altra carta da cucina che possa assorbire l’umidità residua, e riponeteli al buio in un vaso di vetro aperto. Dopo due settimane eliminate l’ultima carta da cucina: i semi dovrebbero essere perfettamente asciutti. Chiudete il vaso di vetro e conservate i semi al buio fino al momento della piantagione, che potrà avvenire (in serra fredda) a partire da marzo.

Separare la polpa con i semi dalle scorze. La polpa andrà messa in un colabrodo ed esposta all'acqua corrente  per separare i semi dall'altro materiale semiliquido.
 

Attenzione alle varietà ibride

 Se avete comperato al supermercato dei pomodori particolarmente belli, potreste essere tentati a ricavare i semi da questi. Non è consigliabile. I pomodori prodotti industrialmente provengono nella quasi totalità da varietà ibride, dette anche varietà F1.  In tal caso sarà inutile provare ad ottenere piante simili con i semi prodotti da queste piante, perché il seme non possiederà più le caratteristiche della pianta che lo ha generato. Siccome anche nel commercio delle piantine spesso vengono vendute quelle ottenute da semente F1, occorre informarsi prima di produrre semi non corrispondenti alle nostre aspettative.

 

Conservazione e durata dei semi. I semi hanno una scadenza
Come già detto i semi devono essere perfettamente asciutti prima di essere conservati al chiuso e al buio. Trattati in questo modo i semi di pomodoro conservano la loro capacità germinativa per 4 anni.

Mettere i semi il più possibile ripuliti ad asciugare su un panno o su carta da cucina. Alcuni usano carta da giornale quotidiano.
 
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