01 maggio 2011

Orientare i filari dell'orto

L’orientamento, un elemento indispensabile ma spesso trascurato
La luce solare è un elemento indispensabile per la crescita degli ortaggi. Infatti, una illuminazione scarsa dà luogo a piante sofferenti e improduttive. Non sempre gli orti amatoriali sono nelle condizioni migliori: li si ricava negli spazi disponibili, ritenendo che ogni spazio sia buono. Spesso si pensa di dedicare all’orto uno spazio un poco nascosto, che solitamente è anche ombroso. La tendenza attuale è di farsi l’orticello sul balcone, non tutti i balconi sono orientati nel modo migliore.
Nello schema qui sotto, un esempio di un  piccolo lotto di terreno con villino sovrastante. La figura indica le zone migliori e quelle sconsigliate per accogliere l’orto. Come si può vedere, le esposizioni migliori sono quelle rivolta a sud, sud-est e sud-ovest.

L’esposizione a nord è tanto più sconsigliata quanto più è alta la costruzione: infatti la lunghezza dell’ombra generata e proiettata sul terreno varia in funzione di questo valore. Se la costruzione è  molto alta l’esposizione a nord rimane ombreggiata anche tutto l’anno. Se invece non è molto alta ci possono essere alcun i mesi (da maggio ad agosto) in cui la zona diventa abbastanza illuminata da poter essere coltivabile ad orto. Ricordo che nessuna pianta ortiva può riuscire in zona ombreggiata, salvo, talvolta, il prezzemolo. Ogni ortaggio deve avere un minimo di 7 ore di sole al giorno.

Il sole sorge ad est e tramonta ad ovest. Tutta la fascia a sud, sud-est.sud-ovest si presta ad essere coltivata. I terrazzi esposti a sud, sud-est e sud-ovest  vanno bene: quelli esposti a est od ovest, presentano qualche problema perché il numero di ore soleggiate può essere insufficiente.
 
Non occorre avere una bussola per stabilire la direzione dei punti cardinali. Per le esigenze di un orticoltore si può dire che l'est è la direzione in cui sorge il sole: guardando questa direzione alla sua destra ha il sud, alla sinistra il nord, alle spalle l'ovest. E' una misurazione molto approssimativa perché il luogo in cui il sole sorge si sposta, ma per l'orientamento dell'orto può essere sufficiente. Per i più esigenti diremo che l'est esatto andrebbe rilevato agli equinozi, cioè alle date convenzionali del 21 giugno o 21 settembre. Oppure, comprate una bussola: qui sotto un modello semiprofessionale, ma ne basta una da b oy-scout.

Una bussola semiprofessionale, del tutto superflua per orientare l'orto.
 
Una volta stabilito che l'esposizione a sud è la migliore, occorre anche fare in modo che le piante dell'orto possano beneficiarne al massimo. Cioè, se quello è il posto in cui c'è più sole, bisogna fare in modo che non ci siano ostacoli che si frappongono fra il prezioso sole e le piante. Gli ostacoli possono essere muri, siepi, alberi, e quant'altro genera ombra. Sarà consigliabile tenersi a distanza da questi ingombri.
Esistono però altri generatori di ombra fastidiosa per le piante, e sono le piante stesse. Un filare di fagiolini rampicanti genera più ombra di una siepe, e altrettanto fa un filare di pomodori. Occorre perciò avere l'attenzione di disporre le piante in modo che la loro stessa ombra danneggi il meno possibile le piante vicine. Questo risultato si ottiene disponendo i filari da est e ovest.
Il sole sorge a est, e tramonta ad ovest, quindi il suo corso diurno è una traiettoria est-ovest, più o meno diretta secondo la stagione, ma essenzialmente così. Eviteremo che le piante gettino ombra sui filari circostanti se disporremo i filari stessi in direzione est-ovest. In questo modo il sole potrà "correre tra le file" illuminando quanto meno i lati di ogni singola pianta.
 

Nella figura sottostante i filari sono orientati da est a ovest (o da ovest a est, come preferite). La foto è stata scattata nelle prime ore del mattino: si vede l'ombra del fotografo che dà le spalle ad est,  mentre il sole arriva da sud. La luce attraversa tutte le file e "bagna" ogni pianta.

 


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27 aprile 2011

Coltivare pomodori in vaso: quali le dimensioni minime?

Coltivare pomodori in vaso: quali le dimensioni minime?

Ricevo una domanda da Davide, il quale  chiede: vasi profondi 20 cm sono troppo poco per piantine di pomodorini a ciliegia? I pomodori possono certamente essere coltivati in vaso. Occorre stabilire però quali potrebbero essere le dimensioni minime.

Questi pomodori sono coltivati in vasi del diametro di 40 centimetri, due piante per vaso.
 

Gli aspetti da considerare sono due. Il primo è relativo alla conformazione delle radici, che possono richiedere vasi più o meno profondi. L’apparato radicale del pomodoro è certamente fittonante, ma si arricchisce anche di un notevole accestimento di radici superficiali, quindi la profondità del vaso ha una importanza relativa. Più importante è il secondo aspetto che va considerato, cioè il volume di terra che la pianta avrà a disposizione. Ad un vaso poco profondo si può supplire con un vaso più largo.

Piantine di pomodorini
 

Detto ciò, veniamo alla domanda specifica.

Anzitutto, non importa che si tratti di pomodorini, la vigorìa e lo sviluppo della pianta non dipendono dalla grandezza dei frutti. In effetti la pianta di pomodorino produce frutti più piccoli, per esempio, del Cuor di bue, ma più numerosi. Il peso di prodotto è più o meno lo stesso, la pianta può raggiungere comodamente i due metri di altezza.

In secondo luogo, un vaso alto 20 cm è decisamente scarso, considerando che non si potrà usare tutta la sua altezza ma sarà necessario lasciare almeno due o tre centimetri per una innaffiatura  sufficiente.

Tuttavia il vaso potrebbe essere sufficiente se avesse un diametro minimo di 35 cm, ferma restando la difficoltà di posizionare un tutore abbastanza stabile da riuscire a sostenere la pianta (ma si potrebbe lasciarla crescere spontaneamente senza sostenerla; inconveniente: frutti a contatto con il terreno).

Pomodorini Piccadilly coltivati in grossi vasi ricavati tagliando a metà dei fusti di plastica, ottenendo dfa ogni fusto due vasi alti 60 cm e con diametro di 70 cm circa.
 

VASI PICCOLI PROVOCANO LO STRESS IDRICO

Un altro problema che sorgerebbe sicuramente è quello dello stress idrico, nelle giornate più calde. In pratica, se il volume di terra (da cui assorbire umidità)  a disposizione delle radici, è troppo limitato, accade che le stesse radici non riescono a “succhiare” dal terreno tutta l’acqua necessaria a sostituire quella che evapora attraverso il fusto e le foglie.  Comunque, la velocità con cui il liquido viene rimpiazzato non è pari alla velocità con cui traspira, per cui, anche innaffiando abbondantemente, il ricambio non avviene perché la superficie “succhiante” è inferiore alla superficie “traspirante”.

Pomodori coltivati nei bidoncini di plastica solitamente usati per contenere la pittura muraria. Assieme ai pomodori sono state piantate anche delle cipolle gialle.
 

In definiva consiglio, per coltivazione dei pomodori di qualunque tipo, vasi delle dimensioni minime di 25 centimetri, sia in altezza che in larghezza.  Forse si può  ridurre di poco la larghezza, ma non l’altezza.

 


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12 marzo 2011

Coltivare l’orto piace sempre di più

Coltivare l'orto piace sempre di più

Una nuova tendenza di fa largo con prepotenza tra le recenti passioni degli italiani: la coltivazione di un piccolo orto, sia pure minuscolo, in un angolino di giardino o sul balcone.
Sarebbe riduttivo attribuire la crescita tumultuosa degli amanti della orticoltura solo ad una crisi economica che spinge a risparmiare anche sugli acquisti dal verduraio. Nei fatti, e leggendo gli interventi sul web, si percepisce invece che questa tendenza è figlia della ricerca di stili di vita nuovi e diversi, che possano riavvicinare l'uomo alla natura e lo rendano protagonista delle sue realizzazioni: in effetti, dare vita ad una creatura, sia pure una piantina di basilico, è una esperienza che promuove fortemente la considerazione e la stima di se stessi.

E' interessante riportare qui la frase di apertura di uno dei  blog dedicati a questo argomento, ideati e gestiti da Bruno Del Medico:
Oggi, per quanto stia tornando di moda l'orto come risorsa economica non disprezzabile, molti coltivano l'orto per motivi diversi: come antidoto ad una vita troppo sedentaria, quindi per fare un po’ di movimento; come gioia di partecipare ai cicli della natura, creando piccole vite che non sono affatto inferiori, anche se sono solo vegetali: le piante risponderanno visibilmente alle vostre attenzioni, anche solo alla vostra vicinanza ed ai vostri sguardi. Infine per una scelta filosofica di vita che rifugge dal consumismo, fatto di acquisti di oggetti pronti e confezionati. L'uomo "faber" ritorna tale, e riprende ad usare le sue mani, la sua intelligenza ed il suo cuore.

 

Il gruppo Coltivare l'orto ha superato i 1100 iscritti.

La passione per l'orto, che molti hobbysti condividono sul web, trova grande consenso nel lavoro di Bruno Del Medico, che ha dato avvio oltre due anni fa al gruppo "Coltivare l'orto" su Facebook. Negli ultimi giorni questo gruppo ha raggiunto e superato i mille aderenti, che partecipano molto attivamente: infatti il gruppo è aperto.
Oltre questo gruppo, lo stesso autore gestisce anche ben sei blog dedicati ai vari aspetti inerenti l'orticoltura, non esclusa una sezione dedicata alla cucina delle verdure.

Lo stesso autore gestisce anche la pagina Facebook "Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone" con circa 500 fan che hanno aderito in tre mesi.

La pagina Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone ha raccolto circa 500 fan in soli tre mesi.
 

Ecco i sei blog gestiti dall'autore:

Per essere informato su tutte le novità di questi blog, è possibile iscriversi  alla newsletter inserendo il proprio indirizzo e-mail nel modulino dedicato, che compare in alto a destra visitando uno qualsiasi dei blog

 

Intanto, è finalmente in distribuzione
il libro dell'iniziatore e gestore del gruppo, nel quale si possono trovare le risposte alle moltissime domande poste dagli hobbysti nei post del gruppo

 

 

COLTIVARE L'ORTO
Piccoli trucchi e antichi segreti

di Bruno Del Medico
illustrazioni di Elisabetta Del Medico
Edizioni Lampi di Stampa 2011
ISBN 978-88-488-1221-4
Pagine 120, euro 10.00

 

 
BUON ORTO A TUTTI!!!

13 gennaio 2011

Un bellissimo articolo su Focus

Su Focus "Il periodico più letto in Italia", nel numero di Gennaio, è apparso un bellissimo articolo sulla coltivazione dell'orto in  città, di cui desidero darvi conto. L'autrice Elisabetta Intini esordisce dicendo:
"Ereditata dai nonni e tornata di moda grazie al "boom" del biologico e alla crisi economica, la passione per l'agricoltura urbana sta contagiando molte persone: manager, mamme e studenti…"
potete continuare la lettura su
www.focus.it. oppure direttamente sulla rivista dal momento che è ancora in edicola.

La considerazione che possiamo fare è che veramente l'orto sta diventando sempre più non tatnto un espediente per mangiare genuino e risparmiare, ma un vero e proprio "style of life", uno stile di vita che riavvicina l'uomo alla natura.

 

 

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05 gennaio 2011

Cominciamo a coltivare i pomodori

COMINCIAMO A COLTIVARE POMODORI

 

Provenienza
I semi di pomodoro arrivarono in Spagna dall'America del sud, in particolare dal Perù, dopo la scoperta dell'America. Nei primi tempi, però, fu coltivato in Marocco, e solo successivamente si diffuse in Europa, Proprio per la sua provenienza africana, in Italia lo si chiamò "Pomo dei Mori" da cui l'attuale nome di Pomodoro.

 

Caratteristiche botaniche
Appartiene alla famiglia delle Solanacee, la stessa che comprende anche peperoni e melanzane. Il nome scientifico è: Licopersicon lycopersicum.

 

CARATTERISTICHE DELLA PIANTA DI POMODORO

 

Esistono modi diversi per suddividere le molte varietà di pomodoro, secondo le sue caratteristiche esterne.

Portamento (sviluppo vegetativo) della pianta
Le varietà possono essere distinte a seconda del portamento della pianta. Generalmente si usa distinguere due tipi di portamenti:
Portamento indeterminato
: piante a portamento alto, fino a 2-3 metri. Necessitano obbligatoriamente di sostegni.
Portamento determinato: piante più basse e cespugliose, con ramificazione a raggiera.

 

Conformazione e colore delle bacche
Esistono pomodori:
grossi e tondi oppure costoluti (cuor di bue, Ace) 
pomodori di forma allungata (San Marzano)
pomodori piccoli a grappolo tondi
(Ciliegino, Pachino), 
piccoli a forma allungata (Datterino).
Ci sono varietà rosse, gialle, carminio, ecc.)

 

Ciclo vegetativo
Precoce o tardivo.

 

Resistenza alle malattie
Sono state selezionate varietà più resistenti a malattie e virus.

 

Esempio di pomodoro tondo, dal catalogo Plantania
Esempio di pomodoro lungo, dal catalogo Blumen
Esempio di pomodoro tondo Cuor di Bue, dal catalogo Ingegnoli
Esempio di pomodoro ciliegino, dal catalogo Ingegnoli

INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE

Nella foto, semi di pomodoro

Vitalità del seme. La durata germinativa si estende ad un arco di 4/5 anni.

Semi per grammo: 300/400

Temperatura minima di germinazione: 15 gradi C°

Giorni impiegati per germogliare nel terreno: 10-12

Temperatura ottimale di crescita: 20-24 C°, minima: 12-13 gradi C°

Distanza di impianto:  60/70 cm. tra le piante, 60/100 tra le file

Clima preferito: temperato, a giornata lunga.

Esposizione: soleggiata e calda, non ventosa.

Terreno: Acidità media (pH 6/6,5).
Terreno di medio impasto, profondo, ben drenato

    

COLTIVAZIONE

COLTIVAZIONE IN SERRA RISCALDATA
per ottenere il prodotto fuori stagione.
Seminare da ottobre a dicembre. Trapiantare da dicembre in poi.

COLTIVAZIONE IN SERRA FREDDA O TUNNEL
per ottenere produzioni anticipate.
Seminare da dicembre a febbraio in letto caldo o serra calda. Trapiantare a fine marzo. Comunque i periodi vanno considerati in funzione di alcuni fattori, quali la zona climatica, la dimensione del tunnel o luogo riscaldato, il calore che si riesce ad ottenete all'interno.

COLTIVAZIONE IN PIENO CAMPO
per ottenere produzioni estive. Trapiantare in aprile o maggio, quando non c'è più un ragionevole pericolo di gelate.

 

 

RACCOMANDAZIONI

Semina. In genere si semina in semenzaio da ottobre a marzo. Si può seminare in piccoli dischetti di terra o in una terrina unica. Nel primo caso mettere 3/4 semi per dischetto (se sono semi di varietà ibride, uno solo) nel secondo caso spargere 1/2  grammi si seme per metro quadrato, sempre alla profondità di mezzo centimetro.
Nel caso dei dischetti, dopo almeno una settimana dall'emersione delle piantine, lasciare solo la più bella ogni dischetto.

In alto, un esempio di dischetti per la coltivazione di piantine in vivaio. Si gonfiano mettendoli nell'acqua e sono subito pronti per la semina. Sono reperibili presso i migliori Garden Center.
 

Picchettatura, o ripiolatura o trapianto intermedio. Appena le piantine sono maneggiabili, ( 2/3 foglioline, 6/7 cm. di altezza) si spostano in vasetti di 8 cm. circa per favorire la formazione di una buona massa radicale.
 

Trapianto. In marzo/aprile secondo le zone climatiche, quando le piantine sono alte 15/20 cm, con 6/10 foglie e anche in presenza di abbozzi fiorali. Togliere le piantine dai vasetti di ripicchettaggio e metterle in terra senza rompere il pane di terra che avvolge  le radici.

Semina in campo. Per una produzione tradiva, seminare all'aperto da maggio/giugno.
   

PICCOLI SEGRETI

Per favorire e anticipare la germinazione. Due o tre giorni prima della semina, mettete i semi in acqua tiepida o ben avvolti in un panno inumidito con acqua tiepida. Fare poi attenzione a maneggiare i semi con cura, per evitare la rottura dei germogli che cominciano a spuntare dal seme (non farli allungare più di un millimetro scarso).

Profondità del trapianto. Le piantine si interrano quasi fino sotto le prime foglie, in modo che la parte di tronco interrata possa emettere nuove radici, cosa che avverrà sicuramente a tutto beneficio della pianta.

Per controllare la diffusione dei piccoli vermi parassiti delle radici (nematodi) coltivare piante di tagete intercalate a quelle di pomodori.

 

Nella figura, alcuni tipi di fiori di tagete. Se ne trovano comunque anche più comuni
 

Per contrastare malattie e scarsa produzione non riseminare pomodori o altre solanacee nello stesso terreno per 4 anni.

Per favorire una produzione abbondante togliere tutti i getti ascellari quando superano i 2-3 cm.

Per contrastare muffe e peronospora sfoltire il fogliame in modo che l'aria possa circolare il più possibile. Eliminare tutte le foglie al di sotto del primo palco di frutti.

Per combattere muffe e peronospora irrorate con il verderame, che è un prodotto biologico. Eseguite specialmente nella parte bassa delle piante, anche sul terreno attorno al punto in cui il fusto si interra.

Per frutti sani e puliti legate le piante sostenendole a dei tutori. (per esempio, canne)

Per anticipare la produzione e per avere frutti più grossi cimate alcune piante sopra il secondo/terzo palco.

Cimate le piante quando sono alte circa 2 metri, (5/6 palchi) perche la parte eccedente non darebbe  buona produzione e comunque ostacola la produzione dei palchi più bassi.

Per combattere i parassiti in modo naturale (p. es. gli aleuroidi o moschini bianchi,) spruzzare spesso le piante con un prodotto ottenuto così:  riempite al 20% un secchio con ortiche, e poi completate il riempimento con acqua. Fate macerare per 3 giorni circa, filtrate e aggiungete mezzo bicchiere di detersivo liquido al limone. Spruzzate circa ogni settimana o anche più spesso sulle piante.

L'ortica, comunemente definita "erbaccia", è invec euna pianta molto amica dell'orticultore. Quando è possibile conservate sempre alcune piante, cè sempre un angolino dove si può fare.
       

  


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