05 maggio 2011

Potare i pomodori da tavola

Potare i pomodori da tavola

Il pomodoro è una pianta che può produrre generosamente, ma ha bisogno di alcuni interventi colturali atti a ridurre la vegetazione eccessiva. Gli obiettivi sono due: favore di una fruttificazione più abbondante e favorire una maggiore circolazione di aria tra le piante, per contrastare l'insorgere di muffe come l'oidio e la peronospora. Gli interventi sono di più tipi, e vanno eseguiti in momenti diversi della crescita.

Esempio di una piantina di pomodoro da tavola, o verde da insalata, come si presenta dopo aver raggiunto senza interventi una altezza di 25-30 cm.

 

Vegetazione basale e getti ascellari. Questi due interventi vanno eseguiti più volte, da quando la piantina è alta circa 20.30 cm fino alla fine del ciclo produttivo.  In questo post illustrerò come eseguire questi due interventi, mentre i due seguenti verranno trattati con maggiore ampiezza in un prossimo post.  Essi sono la sfogliatura e la cimatura.

Sfogliatura. Questa operazione va eseguita con oculatezza, da quando si sviluppano la prime bacche. Occorre ridurre l'eccessivo volume fogliare per lasciare i pomodori esposti alla luce ed evitare eccessivi ombreggiamenti tra le piante vicine.

Cimatura. Occorre cimare la pianta quando ha sviluppato un numero congruo di corone fruttifere. Lacongruità la si valuta in base ad alcuni criteri: meno corone si lasciano, più i frutti saranno grossi e matureranno prima. Una soluzione accettabile è quella  di cimare la pianta sopra la quinta (o la sesta) corona fruttifera. Una buona scelta per avere pomodori belli è cimare sopra la quarta corona.

 

Vegetazione basale

La vegetazione basale che va senz'altro eliminata è composta da una serie di getti che si innalzano dalla base della pianta: vedi le due fìgure seguenti.

Tutti i getti basali che partono dalla base del fusto principale vanno eliminati. Stiamo parlando del pomodoro da mensa: nel caso dei pomodorini o san marzani un paio di getti basali possono essere tollerati. Occorre notare però che questo non provocherà un aumento della produzione: semplicemente i grappoli saranno meno abbondanti ed il peso o volume prodotti saranno abbastanza invariati, ma la minor circolazione d'aria faciliterà l'insorgere di malattie.

Oltre ai getti basali va eliminato il fogliame sottostante il primo palco fiorale, che rischia di toccare terra ed ammalarsi di malattie fungine varie. Le due foglie della foto sottostante vanno eliminate (vedi segni in rosso)

 

Nel caso dei pomodori a grappolo, da conserva o nel caso dei pomodorini, è possibile lasciare uno, due o fino a tre getti basali. Nel caso del pomodoro da tavola , invece, i getti basali vanno eliminati tutti, lasciando solo il fusto principale.

In ogni caso tutto il  fogliame presente fino al primo palco fiorale, sia quello sul fusto principale sia quello sui getti eventualmente risparmiati, va eliminato. Si deve evitare assolutamente che restino  sulle piante delle foglie che vanno a toccare terra: questo è il modo migliore per facilitare l'insorgere di malattie fungine. L'aria al di sotto del primo palco fiorale deve circolare liberamente, specialmente in questa zona dove l'acqua delle irrigazioni tenderà a creare un microclima umido che è micidiale per le piante.

Attenzione a non danneggiare i palchi fiorali. Eventualmente eliminare qualche foglia che li copre, per facilitare l'azione degli insetti impollinatori.

 

ELIMINAZIONE DEI GETTI ASCELLARI

La figura qui sotto (tratta dal mio libro Coltivare l'orto) illustra il modo corretto per eliminare i getti ascellari

Non staccare i getti tirandoli verso l'alto né, peggio ancora, verso il basso. Inoltre i getti non vanno tagliati con nessuno strumento, ma si eliminano con le mani, con una azione semplice del pollice e dell'indice.

Posizionare l'indice al di là del fusto, in modo che faccia resistenza mentre con il pollice si spinge LATERALMENTE il getto. Questo si staccherà senza la minima difficoltà e verrà gettato nel solco, comunque lontano dalla base della pianta per evitare che ammuffisca sul posto. Qualche getto basale troppo cresciuto, (oltre un diametro di 4-5 mm), potrebbe essere difficoltoso da staccare in questo modo, in tal caso sarà necessario tagliarlo.

Eliminare i getti ascellari spingendoli lateralmente con il pollice
 

Eliminare i getti ascellari dopo averli ben distinti e separati dai palchi fiorali.

 

Una volta individuato il getto ascellare, eliminarlo spingendo lateralmente come descritto in precedenza-

 
Il getto ascellare staccato va allontanato dalla pianta. evitando che ammuffisca alla sua base


Coltivare l'orto
gruppo aperto


ISCRIVITI


Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone
DIVENTA FAN

Altre  informazioni utili sulla coltivazione dell'orto le puoi trovare sul mio libro: Coltivare l’orto
BUON ORTO A TUTTI!!!

I pomodorini Piccadilly

I pomodorini Piccadilly

Il Piccadilly è un pomodorino di piccole dimensioni, che cresce a grappoli di 8-12 frutti del peso di 30-50 grammi ciascuno. E’ un pomodoro ottimo per preparare salse perché durante la cottura la buccia entra in amalgama con la polpa, consentendo di evitare il passaggio nel passaverdure

Piantine di Piccadilly coltivate in contenitore plastico
 
Il colore è di un bellissimo rosso vivo, e si conserva con facilità. Il grappolo può essere conservato appeso in  luogo asciutto anche per 4-6 settimane, mantenendo inalterato il gusto.
I Piccadilly formano dei grappoli assai belli da vedere

 

Può essere seminato e trapiantato durante tutto il ciclo della coltivazione del pomodoro.

Per estrarre agevolmente le piantine dal contenitore, al momento del trapianto, tralasciare di innaffiare per uno o due giorni.
 

Il trapianto in campo si fa alla distanza di circa 30-40 centimetri sulla fila, e circa 70 tra le file. Sono utili dei sostegni.

Una piantina appena sistemata nel terreno
 

Caratteristiche

Semina e trapianto

Semina in vivaio da Gennaio a Marzo. Trapianto in campo da metà marzo a maggio.

Seminare in vasetti di torba o equivalenti, mettendo due semi ogni vasetto. Quando avranno due foglie, lasciare una sola piantina.

Scacchiatura: lasciare fino a tre diramazioni oltre al fusto principale.

Cimatura: cimare il fusto principale sopra la quinta corona di fiori, quelli laterali sopra la terza.

Distanze di impianto: 35 cm sulla fila, 70 tra le file.

Irrigazione: mantenere il terreno umido durante tutto l’arco della coltura

Concimazione: ricca di fosforo e potassio, da eseguire con cadenza di 10 giorni circa.

Lotta alle muffe: utilizzare il verderame o poltiglia bordolese (prodotto dichiarato biologico)

Giorni per ottenere il prodotto: circa 150

 
Un magnifico grappolo di pomodorini Piccadilly
Sostenere la pianta con dei tutori, per una produzione più sana e pulita.


Coltivare l'orto
gruppo aperto


ISCRIVITI


Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone
DIVENTA FAN

Altre  informazioni utili sulla coltivazione dell'orto le puoi trovare sul mio libro: Coltivare l’orto
BUON ORTO A TUTTI!!!

01 maggio 2011

Orientare i filari dell'orto

L’orientamento, un elemento indispensabile ma spesso trascurato
La luce solare è un elemento indispensabile per la crescita degli ortaggi. Infatti, una illuminazione scarsa dà luogo a piante sofferenti e improduttive. Non sempre gli orti amatoriali sono nelle condizioni migliori: li si ricava negli spazi disponibili, ritenendo che ogni spazio sia buono. Spesso si pensa di dedicare all’orto uno spazio un poco nascosto, che solitamente è anche ombroso. La tendenza attuale è di farsi l’orticello sul balcone, non tutti i balconi sono orientati nel modo migliore.
Nello schema qui sotto, un esempio di un  piccolo lotto di terreno con villino sovrastante. La figura indica le zone migliori e quelle sconsigliate per accogliere l’orto. Come si può vedere, le esposizioni migliori sono quelle rivolta a sud, sud-est e sud-ovest.

L’esposizione a nord è tanto più sconsigliata quanto più è alta la costruzione: infatti la lunghezza dell’ombra generata e proiettata sul terreno varia in funzione di questo valore. Se la costruzione è  molto alta l’esposizione a nord rimane ombreggiata anche tutto l’anno. Se invece non è molto alta ci possono essere alcun i mesi (da maggio ad agosto) in cui la zona diventa abbastanza illuminata da poter essere coltivabile ad orto. Ricordo che nessuna pianta ortiva può riuscire in zona ombreggiata, salvo, talvolta, il prezzemolo. Ogni ortaggio deve avere un minimo di 7 ore di sole al giorno.

Il sole sorge ad est e tramonta ad ovest. Tutta la fascia a sud, sud-est.sud-ovest si presta ad essere coltivata. I terrazzi esposti a sud, sud-est e sud-ovest  vanno bene: quelli esposti a est od ovest, presentano qualche problema perché il numero di ore soleggiate può essere insufficiente.
 
Non occorre avere una bussola per stabilire la direzione dei punti cardinali. Per le esigenze di un orticoltore si può dire che l'est è la direzione in cui sorge il sole: guardando questa direzione alla sua destra ha il sud, alla sinistra il nord, alle spalle l'ovest. E' una misurazione molto approssimativa perché il luogo in cui il sole sorge si sposta, ma per l'orientamento dell'orto può essere sufficiente. Per i più esigenti diremo che l'est esatto andrebbe rilevato agli equinozi, cioè alle date convenzionali del 21 giugno o 21 settembre. Oppure, comprate una bussola: qui sotto un modello semiprofessionale, ma ne basta una da b oy-scout.

Una bussola semiprofessionale, del tutto superflua per orientare l'orto.
 
Una volta stabilito che l'esposizione a sud è la migliore, occorre anche fare in modo che le piante dell'orto possano beneficiarne al massimo. Cioè, se quello è il posto in cui c'è più sole, bisogna fare in modo che non ci siano ostacoli che si frappongono fra il prezioso sole e le piante. Gli ostacoli possono essere muri, siepi, alberi, e quant'altro genera ombra. Sarà consigliabile tenersi a distanza da questi ingombri.
Esistono però altri generatori di ombra fastidiosa per le piante, e sono le piante stesse. Un filare di fagiolini rampicanti genera più ombra di una siepe, e altrettanto fa un filare di pomodori. Occorre perciò avere l'attenzione di disporre le piante in modo che la loro stessa ombra danneggi il meno possibile le piante vicine. Questo risultato si ottiene disponendo i filari da est e ovest.
Il sole sorge a est, e tramonta ad ovest, quindi il suo corso diurno è una traiettoria est-ovest, più o meno diretta secondo la stagione, ma essenzialmente così. Eviteremo che le piante gettino ombra sui filari circostanti se disporremo i filari stessi in direzione est-ovest. In questo modo il sole potrà "correre tra le file" illuminando quanto meno i lati di ogni singola pianta.
 

Nella figura sottostante i filari sono orientati da est a ovest (o da ovest a est, come preferite). La foto è stata scattata nelle prime ore del mattino: si vede l'ombra del fotografo che dà le spalle ad est,  mentre il sole arriva da sud. La luce attraversa tutte le file e "bagna" ogni pianta.

 


Coltivare l'orto
gruppo aperto


ISCRIVITI


Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone
DIVENTA FAN

Altre  informazioni utili sulla coltivazione dell'orto le puoi trovare sul mio libro: Coltivare l’orto
BUON ORTO A TUTTI!!!

10:11 Scritto da: coltivarelorto in .Utilità | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa

Tutti gli articoli